Il Re degli ontani di Michel Tournier, un premio Goncourt poco conosciuto.

Il re degli ontani, il vero mostro, quello che tutti hanno temuto da piccoli, colui che ci attendeva sotto al letto pronto a rapirci e a portarci via dalle nostre case, dalle nostre famiglie, questo è Abel Tiffauges, il protagonista del Re degli ontani di Michel Tournier.

Tournier.-Le-Roi-des-Aulnes-1970

Abel è un francese da sempre attratto dall’innocenza dei bambini, un’attrazione che ha molto di ambiguo, che rasenta la pedofilia; ma Tiffauges non è un pedofilo, è un cultore dell’innocenza, ama i bambini nella loro infantilità, li idolatra e se ne circonda, prima figurativamente con immagini e registrazioni e poi fisicamente, divenendo l’orco di Kaltenborn, il mostro, colui che li strappa dalle famiglie per portarli tra le fila delle giovani SS, l’uomo che fornisce la tanto cruciale “massa” al nazismo, un personaggio inquietante e anomalo.

Come il protagonista questo libro si può facilmente definire come ambiguo, ma meravigliosamente ambiguo, uno di quei libri dove ti trovi a mettere in dubbio la tua capacità di giudizio, dove il protagonista è talmente complesso da non poter essere identificato come buono o cattivo, eroe o vile, un libro reso ancora più profondo dal forte simbolismo che pervade le pagine e la vita di Tiffauges fin dall’inizio, infatti già il titolo di per se è un sottile riferimento a un altro rapitore di bambini, l’Erlkönig della ballata di Goethe, lo stesso König da cui presero ispirazione tra l’altro i Rammstein nella loro canzone Dalai Lama.

In sintesi il mio voto è ovviamente un 5/5, questo è uno dei libri che più di tutti ho amato, così crudo da turbare Calvino che decise di cederne la traduzione, un premio Goncourt poco conosciuto nel nostro Paese e proprio per questo ho deciso di scrivere questa recensione sperando di incuriosirvi almeno un po’.

Che ne dite ragazzi? Allora sono riuscita a incuriosirvi? Qualcuno di voi ha già letto questo libro? Se si cosa ne pensate? A chi lo consigliereste?

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