Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (Lewis Carroll)

“Non mi pare che stiano giocando con lealtà,” protestava Alice, “e poi battibeccano tutti con quanto fiato hanno in gola che uno non riesce neanche a sentire la propria voce… e le regole poi, così imprecise, ammesso che ce ne siano, non le rispetta nessuno…”

Ebbene sì, siamo qui riuniti oggi, miei cari, per parlare di uno dei grandi classici della letteratura inglese,  Le Avventure di Alice Nel Paese Delle Meraviglie di Lewis Carroll.

cover

Pubblicato nel 1865, il libro viene ispirato dall’amicizia tra l’autore e una bambina di 10 anni, Alice Liddell, figlia di un suo collega. Nato come racconto alla bambina e alle sue sorelle durante una gita in campagna, si “trasformerà” in racconto scritto solo grazie all’opera di convincimento messa in atto dalla stessa Alice, che lo riceverà poi in regalo (e visto il destino che ha avuto l’opera, direi che un bel grazie alla bambina non glielo toglie nessuno).

La storia bene o male la conosciamo tutti: la piccola Alice vede e si mette ad inseguire un coniglio bianco, e ciò la porta poi a cadere letteralmente in un mondo sotterraneo fatto di paradossi, personaggi e cose senza senso.

Ma chi è questa Alice?

Alice è la rappresentazione del mondo dell’infanzia e durante tutto il racconto ci mostra la sua visione delle cose: tutto ciò che vede viene visto con meraviglia. E’ un mondo pieno di cose da scoprire e realizzare, tra cui la consapevolezza della persona che è.

“Sapeva che sarebbe stato sufficiente aprire gli occhi per tornare alla sbiadita realtà senza fantasia degli adulti.”

Nel corso della storia Alice riesce a diventare tanto gigantesca quanto minuscola, partecipa a feste di “non compleanno” bevendo tè con individui che tanto sembrano folli quanto effettivamente lo sono, e viene addirittura condannata alla decapitazione dopo aver testimoniato nel processo al Fante di Carte che aveva rubato delle torte alla Regina di Cuori.

Vive quindi avventure e situazioni veramente assurde, alle quali finirà per abbandonarsi smettendo di chiedersi in continuazione il perché.

“Se non c’è nessun senso ci risparmiamo un mondo di fastidi, perché non abbiamo nessun bisogno di trovarcene uno.”

E seguendo lei, anche noi adulti finiamo per abbandonarci alla meraviglia, tornando bambini per un pochino.

Se devo dare un voto a quest’opera, finisco per dare 5/5: Carroll è riuscito a creare una magia meravigliosa partendo dal semplice desiderio di rendere felice una bambina. Per quanto sia destinato ad un pubblico di bambini, Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie si propone anche come libro per adulti dandosi come obbiettivo quello di riuscire a riportarli a provare il senso della meraviglia che tipicamente si perde uscendo dall’infanzia.

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