Cibi dal mondo: Giappone

Questa settimana il nostro viaggio culinario ci porta nella fantastica terra del sol levante, in bilico tra innovazione e tradizione, e custode di una delle tradizioni legate al cibo tra le più apprezzate a livello mondiale.

Totalmente differente da quella occidentale, la cucina giapponese è un connubio perfetto di armonia, gusto e forme. Proprio queste ultime sono una componente fondamentale dei piatti, forme sapientemente date dai cuochi con uno strumento che possiamo decisamente dire essere sacro: i coltelli. Le affilatissime e sempre perfette lame servono infatti a dare i tagli giusti ad ogni tipo di ingrediente utilizzato, primo fra tutti il pesce. In questa maniera, la cucina giapponese non solo si dedica al soddisfare i palati ma anche a deliziare gli occhi e a stuzzicare la mente con le particolarità e la varietà di colori che offre.

Gli ingredienti impiegati sono molto semplici e di facile reperibilità, simbolo inconfondibile del Giappone che, seppur culla delle ultimissime innovazioni in tantissimi campi, tiene alle proprie tradizioni millenarie che ama celebrare e mantenere intatte. Il riso è l’elemento fondamentale nella maggior parte delle preparazioni, seguito dal pesce (tonno, salmone, polpo e così via), dalle verdure, le uova ma anche la pasta, diversa da quella adoperata in occidente e di consistenza notevolmente più corposa.

Siete pronti? Si parte!

Iniziamo dal piatto più noto anche a livello internazionale: il Sushi (寿司). Composto da riso a chicco corto (generalmente di varietà Japanica) lavorato con aceto di riso, pesce crudo o verdure e avvolto da un foglio di alga Nori, il Sushi assume, a seconda della sua forma, nomi diversi. Il nigirisushi è una preparazione composta da una polpettina ovale di riso ricoperta con una fettina di pesce fresco crudo o cotto. L’hosomaki è un involtino di riso e pesce o verdure, avvolto in alga Nori, generalmente composto da uno o massimo due ingredienti (generalmente pesce e cetriolo). Il Temaki invece, è notevolmente più grande in quanto a dimensioni. Si tratta infatti di un cono di alga nori di circa 10 centimetri ripieno di riso, verdure e pesce che, proprio per questa particolarità, viene mangiato con le mani e spesso consumato come “cibo da passeggio”.

La Pasta, come detto in precedenza dalla consistenza molto più corposa rispetto a quella occidentale, è la protagonista di piatti molto saporiti come RamenUdonSoba. Ciò che differenzia queste tipologie è proprio la composizione della pasta stessa; i Ramen, indimenticabili compagni del goloso Naruto, protagonista dell’omonimo Manga, sono gli spaghetti di grano e uova. I Soba, invece, sono composti di grano saraceno e vengono serviti generalmente in brodo accompagnati da uovo sbattuto mentre gli Udon da grano tenero. Questi ultimi sono molto spessi (dai 2 ai 3 centimetri di spessore) e vengono serviti sempre in brodo ma accompagnati da un altro grande protagonista della cucina del sol levante: il Tofu.

Dalla consistenza e dai sapori particolarissimi (e talvolta totalmente fuori dalle aspettative delle papille gustative occidentali), i dolci nipponici (chiamati Wagashi) sono caratterizzati dalla scarsa dolcezza dovuta ad un utilizzo piuttosto scarso dello zucchero. Ingredienti principali? Riso glutinoso, soia, pasta di fagioli azuki (Anko). Tra i più famosi ricordiamo i Dorayaki , cibo preferito del dolcissimo gattone Doraemon, una sorta di pancakes ripieni di marmellata di fagioli azuki zuccherata; i Dango, delle piccole polpettine di riso infilzate su bastoncini e spesso caramellate, accompagnate generalmente da tè verde; il Mochi, a base di riso glutinoso pazientemente pestato per ore in un mortaio con delle mazze di legno e i Taiyaki , letteralmente “orata al forno” proprio per la loro forma singolare che ricalca quella di un pesce, una tortina preparata con l’impasto classico dei waffel e ripiena di cioccolato, crema, pasta di fagioli Azuki o formaggio.

Ultimo, ma non meno importante, il celeberrimo liquore servito durante i pasti: il Sakè. Prodotto dalla fermentazione del riso unito ad acqua e spore koji secondo una ricetta antichissima di derivazione cinese, significa letteralmente “bevanda alcolica”. Con una percentuale alcolica tra il 13 ed il 16%, è la bevanda che accompagna i pasti più succulenti e che scalda gli animi dei Giapponesi nei mesi più freddi dell’anno.

Questi sono solo alcuni dei tantissimi (e gustosissimi!) piatti della cucina di un paese misterioso ed intrigante come il Giappone; noi vi auguriamo di poterlo visitare almeno una volta nella vita e assaggiare tutte le prelibatezze che offre.

Itadakimasu! (buon appetito!)

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