Ma le stelle quante sono? Tante, troppe…

Ho ancora chiara in mente la sensazione di vuoto allo stomaco dopo aver finito questo libro per la prima volta. Avevo quindici anni, la storia con il mio primo ragazzo si era appena conclusa e io mi sentivo persa. Nella mia classe ero un’intrusa e la sensazione di essere inadatta mi seguiva ovunque andassi. Era uno dei periodi più bui della mia adolescenza ma il libro di Giulia Carcasi, mi aiutò in qualche modo a non lasciarmi andare allo sconforto. Perchè era normale sentirsi così, non ero l’unica provare quei confusi sentimenti ma sopratutto, prima o poi sarebbero spariti.

Ma le stelle quante sono, edito da Feltrinelli nel 2005, racconta la storia di Carlo e Alice, di come il loro ultimo anno di liceo non sia difficile solo per l’imminente maturità. Carlo è imbranato. Alice è un’anticonformista. Per cinque anni sono stati compagni di classe, a volte anche di banco, ma non si conoscono davvero. Hanno diciotto anni, non sanno nulla d’amore e si stanno affacciando su un mondo adulto che capiscono poco.

– Sai, Alice, certi amori, quelli sbagliati, sono come le  sigarette: meglio smettere.
– E come fai a riconoscerli?
– Te ne accorgi quando respiri l’aria pura e te lo senti dentro che è diversa dal fumo,  che sa di buono… e capisci che è l’aria pura che vuoi.

Il fascino del libro della Carcasi non sta nella storia di Alice e Carlo a mio parere: è nel contorno, nel sottobosco di personaggi, di situazioni che l’autrice con maestria costruisce loro intorno. Genitori assenti e disinteressati, più preoccupati per i propri problemi piuttosto che di essere di supporto in una fase tanto delicata della vita; professori dalla dubbia moralità, che invece di preparare gli studenti per la prova finale insegnano che le ingiustizie accadono nella vita di tutti i giorni e non puoi farci nulla; compagni di classe che fanno vedere quanto essere cattivi sia facile e come la noncuranza faccia da padrone.

Tutti questi aspetti hanno dato modo alla me liceale di prepararmi: nella vita si soffre, è una verità universale che non può essere ignorata, ma come i protagonisti di questa storia, non mi sarei lasciata abbattere.

È la storia di un’altra generazione, meno tecnologica ma sempre confusa, senza peli sulla lingua, con quel tocco di romanticismo che non fa mai male.
È un libro a due facce, quelle di Alice e di Carlo, che raccontano due vite, due sessi ma allo stesso tempo la stessa storia, fatta di prime esperienze, di errori e di batticuori improvvisi.

Non c’è stato niente tra noi.
Niente baci, niente sesso, niente di niente.
Ma mi sento pieno.
Mi sento pieno, riempito di lei.
Sazio.

Per buona parte del liceo ho riletto periodicamente questo libro, ma a un certo punto l’ho dimenticato. Non mi serviva più in un certo senso. Ma pensando a quale libro recensire per questa rubrica è stato il primo a venirmi in mente. Quindi l’ho riletto, a distanza di anni, con la presunzione di definirmi adulta e posso dire che quel vuoto allo stomaco non è mai andato via.
Forse quella sensazione che proviamo da adolescenti non ci lascia mai del tutto, alla fine impariamo semplicemente a ricordare a noi stessi che nonostante le brutte giornate, prima o poi qualcosa di bello accade.

Mi ha lasciato tante sensazioni e lezioni ma una delle più importanti è stata questa: se conti le stelle con la persona giusta, saprai anche quante sono.

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