Animali Notturni, un film sulle scelte, sulla debolezza e su due mondi che non si incontreranno mai.

Tom Ford, dopo il suo esordio con A Single Man, nel 2016 torna alla regia di un thriller, in questo caso psicologico. La pellicola ha finora ottenuto una candidatura agli Oscar e ha vinto un premio ai David di Donatello. E’ stato inoltre premiato al Festival di Venezia, ha avuto 3 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 9 candidature ai BAFTA e 3 candidature ai London Critics. In Italia Animali notturni in meno di un mese ha incassato 2 milioni di euro e 722 mila euro solo nel primo weekend.

Il film, come anche il film d’esordio del regista, è l’adattamento di un libro (Tony & Susan, 1993, Austin Wright), e come in A Single Man il regista insiste sulla soffocante solitudine dei suoi personaggi. Tuttavia i parallelismi tra le due pellicole si fermano qui: se il primo prediligeva la dimensione esteriore, andando talvolta a sacrificare il contenuto, Animali notturni risulta un film toccante ed emozionante, con personaggi reali in tutto e per tutto, capace di lasciare lo spettatore col fiato sospeso e una matassa di domande a cui dare risposta.

Il film si apre con le immagini di una serie di donne obese vestite (ma non troppo) da majorette, che ballano e si dimenano, ridendo apertamente. L’inquadratura è praticamente immobile, finché le figure di queste donne non vengono contestualizzate: lo spettatore si ritrova ad una mostra d’arte contemporanea, circondato da donne e uomini bellissimi, magri, ricchi, e al contempo estremamente piatti. Il divario e il contrasto tra l’ambiente sterile, falso ma elegante dei visitatori e quello scandaloso ma vivo delle majorette è palpabile, e resta uno dei cardini dell’intera pellicola, portato avanti in molteplici modi. Ciò è estremamente evidente anche nella vita di Susan (Amy Adams): superficiale, fredda e a tratti addirittura artificiale. La protagonista, infatti, ha lasciato diciannove anni prima l’ex marito, Edward (Jake Gyllenhaal), scrittore promettente ma ancora acerbo, per sposare il bellissimo Walker (Armie Hammer). Il matrimonio con quest’ultimo garantisce alla donna ricchezza, stabilità e una felicità di facciata, ma non l’amore, la comprensione e la spontaneità di cui avrebbe bisogno. Tuttavia la vera trama del film comincia quando a Susan viene recapitata la bozza del nuovo romanzo di Edward, intitolato Nocturnal Animals e dedicatole dall’ex marito. Da questo momento in poi il film segue tre livelli narrativi: il passato tra i due ex coniugi, la vita presente di Susan e il romanzo scritto da Edward.

Quest’ultimo è ambientato nella dura notte del Texas e le pagine catturano immediatamente la protagonista, che non può far altro che procedere avidamente nella lettura, anche lei immersa nella notte e in una serie di ricordi dolorosi. Lo spettatore, dunque, prosegue la lettura del romanzo di pari passo con Susan, entrando a tutti gli effetti nella mente della donna, colei che dà un volto ai protagonisti della vicenda: non è un caso, infatti, che il protagonista del romanzo abbia il volto dell’ex marito, né che sua moglie somigli in modo notevole alla protagonista, né che tutti i personaggi appaiano così belli da stonare con il paesaggio rude e polveroso del Texas. Ancora una volta, il contrasto tra la vita di Susan, tutta una facciata, e il mondo descritto da Edward è facilmente percepibile, e rispecchia anche un tema caro al cinema e alla letteratura di tutto l’ultimo secolo: l’opposizione tra progresso e natura.

Tuttavia la visione del romanzo (questo diventa a tutti gli effetti il film per lo spettatore) viene interrotta bruscamente e spesso, ogni volta che Susan chiude il libro, per poi riprendere quando la protagonista torna a leggere. Si tratta di un romanzo duro, crudo e violento, in netto contrasto con le storielle d’amore che Edward scriveva due decenni prima e che non convincevano affatto la moglie. Un romanzo che parla di vendetta, una forte metafora, portata all’eccesso, di ciò che lo scrittore ha subito a causa di Susan, la donna che amava e che gli aveva portato via tutto. Un romanzo che si conclude in modo inaspettato e senza redenzione, così come, del resto, l’intero film.

Animali Notturni è un film che procede a singhiozzi, lasciando lo spettatore in un costante stato di attesa, ansia e inquietudine, che si protraggono per tutta la durata del film. Stilisticamente parlando, invece, il film risulta notevole sotto ogni punto di vista. Oltre ad un cast eccezionale (vanno menzionate le interpretazioni impeccabili di Aaron Taylor-Johnson e Michael Shannon), il film si distingue per la fotografia di Seamus McGarvey (GodzillaThe Avengers), che alterna le i colori accesi del deserto texano, dove si colloca il romanzo, a quelli asettici in cui vive la protagonista. La musica, invece, è stata curata dal compositore polacco Abel Korzeniowski, che aveva precedentemente lavorato anche in A Single Man.

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